Rakija alla pera

Se questo post lo avessi scritto ieri sera il titolo sarebbe sicuramente stata una gran bestemmia. Poi ho deciso di dormirci su.

Ma andiamo con ordine. La giornata passata a Belgrado è stata magnifica, calda e assolata senza essere pesante. Sarà questo, sarà la familiarità dei luoghi e della gente, fatto sta che il mio cervello ha cominciato a dare per scontato che questa fredda e umida estate di nord-est fosse finita e che la vera stagione mediterranea fosse ormai arrivata. Continua a leggere

Per un pugno di zloti

Continua la serie di impressioni abbozzate dalla corsetta che stiam facendo in est Europa.

(Premessa editoriale: devo ammettere che m’è ripresa la stessa ansia da post che ebbi già ai tempi francigeni e che non mi piace per niente: mi sento in dovere di scrivere anche se ho poco da dire, pochi approfondimenti e poco tempo per elaborare talmente diversi e affastellati sono gli stimoli quotidiani; in questo caso poi è pure peggio perchè stiamo proprio correndo e spendiamo a mala pena una giornata intera in ogni città, e spesso si tratta di capitali, non villaggi, cosa volete che ve ne possa dire a parte banalità? Non ho tempo, nè voglia, nè idee per fare foto e gli appunti rimangono un pout pourri di schizzi mentali, stereotipi, coincidenze. Quindi il blog sarà da ripensare, chè così non va proprio, non mi diverto io, non vi divertite voi.) Continua a leggere

Balticismi grossolani

Fotografo poco e scrivo ancora meno; la Tampere-Thessaloniki procede a tappe serrate e quando passo solo un giorno in una città approfitto del poco tempo per guardarmela senza un obiettivo davanti al naso e non prendo molti appunti. Chiedo venia ai lettori, ma tanto sarete tutti al mare ad abbronzarvi, mica in ufficio a scrollare annoiati tra i feed vero? Il wwoof e la lenta Scandinavia son lontani, qui si tratta di dribblare i turisti e non farsene travolgere, c’è poco da raccontare per ora, poi magari rielaboro meglio. Continua a leggere

Per fortuna che Suomi non mi piace

A me dispiace, su serio. Mi dispiace perchè chissà quanto ci metterò a cambiare idea. E quest’idea mi rimarrà stampata in testa a lungo (per fortuna: poi spiego perchè). Insomma io me ne andrò da questo paese con la convinzione che la Finlandia sia la cosa più noiosa mai costruita in Europa. E infatti non ho scattato neanche una foto. Intagliata nel legno proprio, i paesi a stento hanno le vie, son case tra gli alberi con strade sterrate, non è che han fatto un buco grande nel bosco e ci han costruito una città, no, le casette stanno proprio tra gli alberi e la foresta ricomincia fittissima subito due metri dopo l’ultima abitazione.
Io lo so, ne son sicuro che tra quegli alberi, in quelle foreste, ci siano gioielli meravigliosi, e forse basterebbe infilarsi nel bosco; ma ad attraversala in moto la Finlandia son duemila chilometri dritti e piatti tra una foresta di abeti e betulle. Punto. Forse è come aver attraversato il Louvre percorrendo solo i corridoi senza entrare nelle sale, boh. (Certo che l’allestitore delle strade non ha fatto un gran lavoro). Continua a leggere